Le 5 leggi biologiche per la salute e il benessere naturale

ARTROSI

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Secondo la Medicina convenzionale, l’Artrosi è un processo degenerativo con inizio nelle cartilagini articolari a cui seguono ulcerazioni, ispessimento sinoviale e proliferazione ossea marginale. Si tratterebbe di un’alterazione metabolica primitiva, le cui cause non sono tutt’ora chiarite. Numerosi e vari fattori sono stati ritenuti capaci di modificare la cartilagine : fattori vascolari, ormonali, infettivi e dismetabolici vari. Si tratta peraltro di fattori favorenti, spesso concomitanti, talora del tutto secondari. Tra questi fattori due assumono un rilievo particolare in ogni fase dello sviluppo dell’artrosi: il fattore meccanico e la senescenza. Nella cartilagine senile esistono le premesse dello squilibrio funzionale che dà l’avvio all’artrosi. In effetti artrosi e senescenza, pur essendo due processi nettamente distinti, sono legati da stretti rapporti.

 

Secondo le 5 Leggi Biologiche, l’Artrosi è il risultato finale del Processo Biologico diretto dal Cervello per il rafforzamento della cartilagine. Tale processo è composto da una prima fase simpaticotonica (conflitto attivo) durante la quale avviene una necrosi del tessuto cartilagineo (“buchi”) a cui segue la seconda fase vagotonica , solo se viene risolto il conflitto, durante la quale avviene la riparazione/rigenerazione della cartilagine. I sintomi dolorosi sono presenti solo durante questa seconda fase. Il rafforzamento della cartilagine consiste in un inspessimento del tessuto e, nel caso di recidive conflittuali, in proliferazione calcifica che rende la cartilagine ancora più forte ma limitante per l’articolarità.

La conflittualità biologica che determina questo Processo Biologico Sensato è dovuta alla svalutazione ( “non riuscire a muoversi adeguatamente alla situazione”) relativa alla localizzazione dell’articolazione corrispondente.

guido_tomasiGuido, nel 2003, all’età di 75 anni, si presenta per una consulenza osteopatica a causa di una gonalgia (dolore alle ginocchia sotto carico) ricorrente nel corso degli ultimi anni. Per questo disturbo ha ricevuto la diagnosi di “grave gonartrosi” (con la senescenza non può che peggiorare!) con indicazione di protesi totale del ginocchio più artrosico.

Grazie alLe 5 leggi biologiche, Guido si rende conto che il suo sintomo non è riferibile all’artrosi dimostrata nelle radiografie perché il dolore è periodico mentre quelle “deformazioni ossee articolari” sono sempre presenti.

Verificata la conflittualità biologica (nonostante l’età, egli continua a programmare sempre mille impegni, con l’ansia di non riuscire a correre per onorarli in tempo e la diagnosi “nefasta” ha aumentato a dismisura il suo conflitto….come riuscirò a correre con la protesi?) Guido si tranquillizza e si riguarda finchè termina quest’ultima fase di riparazione. (evita i movimenti che provocano dolore e pratica dello stretching specifico per migliorare l’articolarità delle sue ginocchia)

Scomparsi i dolori dovuti alla riparazione/rigenerazione e accettata la limitazione articolare conseguente, Guido riprende tutti i suoi impegni senza affanno.

Oggi Guido ha 88 anni e secondo la Medicina contemporanea dovrebbe essere peggiorato perché è più vecchio e non si è operato, invece egli cammina, sale/scende le scale e va in bicicletta tutti i giorni senza dolori. Il controllo radiografico del 2013 comparativo a quello del 2003 dimostra che le sue “deformazioni artrosiche” sono sempre uguali.

Salute Benessere

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