ADENOCARCINOMA COLON


Cancro-Del-Colon-e-Prevenzione-Solo-Tu-Fai-La-Differenza

Secondo la Medicina convenzionale l’adenocarcinoma del colon è causato dall'abnorme crescita di cellule con la capacità di invadere i tessuti e di diffondersi in altre parti del corpo. I segni e i sintomi possono comprendere: sangue occulto nelle feci, cambiamento della peristalsi intestinale, perdita di peso e sensazione di stanchezza. La maggior parte dei tumori colon/rettali sono dovuti allo stile di vita e all'età avanzata e solo pochi casi sono riconducibili a malattie genetiche ereditarie. I fattori di rischio includono: la dieta, l'obesità, il fumo, l'alcool e una scarsa attività fisica. Un altro fattore di rischio è rappresentato dalle malattie infiammatorie croniche intestinali che comprendono la malattia di Crohn e la colite ulcerosa.

Alcune delle condizioni ereditarie che possono causare un tumore del colon-retto includono la poliposi adenomatosa familiare e il cancro colon/rettale ereditario non poliposico; tuttavia, queste condizioni rappresentano meno del 5% dei casi. Il tumore al colon-retto può essere diagnosticato tramite biopsia ottenuta durante una colonscopia. Ciò è poi solitamente seguito da esami di diagnostica per immagini per determinare se la malattia si è diffusa.

Il trattamento può includere una combinazione di chirurgia, radioterapia, chemioterapia e terapia mirata. I tumori che sono confinati all'interno della parete del colon possono essere curabili con un intervento chirurgico, mentre se si è diffuso solitamente non è curabile e quindi si sceglie perseguire un tentativo di miglioramento della qualità della vita e dei sintomi. Negli Stati Uniti i tassi di sopravvivenza a 5 anni sono di circa il 65%. Ciò, tuttavia, dipende dalla stadiazione del tumore e dalla salute generale della persona. A livello mondiale, il tumore del colon-retto è il terzo tipo più comune di tumore e costituisce circa il 10% di tutti i casi neoplastici. Nel 2012 sono stati registrati 1,4 milioni di nuovi casi e 694.000 decessi. È più frequente nei paesi sviluppati, dove si trovano oltre il 65 % dei casi, ed è meno comune nelle donne rispetto agli uomini.

Queste consuete spiegazioni eziologiche/patogenetiche oncologiche si esprimono con affermazioni (... la maggior parte....solo pochi... i fattori di rischio... alcune delle condizioni ereditarie.... possono causare... può essere diagnosticato.... possono essere curabili... solitamente non è curabile...) che non appartengono al metodo scientifico (osservazione-verifica-riproducibilità) e, quindi, non danno alcuna certezza, ne sicurezza, su come intervenire.

Il carcinoma del colon è il tumore maligno più frequente originato nel colon, nel retto e nell'appendice. Con 610.000 morti all'anno nel mondo, è la terza forma più comune di cancro. Per questi motivi viene propagandato lo Screening , tra i 50 e i 75 anni.

Ma che si faccia lo Screening o che non si faccia, nei numeri non c'è alcuna evidenza di giovamento, anzi, secondo lo studio scientifico riportato dal New England Journal of Medicine (http://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa1206809), senza screening il tasso di mortalità è inferiore.

Dagli anni 80 si nota come l'impennata di nuovi casi di tumore, costantemente in crescita, sia proporzionale proprio alla introduzione di nuove tecniche di screening e alle campagne sui controlli preventivi di massa. Nello studio preso in esame si osserva come sia possibile misinterpretare i dati in modo da avere l'illusione che i casi di tumore siano sempre più numerosi ogni anno che passa, e che le tecniche di intervento siano sempre più efficaci: perchè più sono le persone che fanno controlli preventivi, più si eleva il numero dei falsi positivi; e più sono i falsi positivi, più il rapporto tra malati e guariti migliora.


Ma l'accezione di prevenzione in medicina ha anche un altro significato: rilevare in una fase precoce una "anomalia". Allora penso: “se prendo in tempo questa anomalia e la tratto in anticipo, il rischio che diventi qualcosa di più pericoloso è limitato.
Sapere prima potrebbe effettivamente aiutarmi. E mi dico: è quindi importante che io segua i consigli delle istituzioni e mi sottoponga agli screening di massa e ai check-up completi, che spesso la sanità pubblica mi mette a disposizione anche gratuitamente.
In questo modo sto tranquillo, come quando ho appena fatto il tagliando all'automobile e sono abbastanza certo che non avrò problemi nel prossimo futuro”
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Questo è un ragionamento che facciamo o che abbiamo fatto tutti, così logico ed evidente..... che però ci dimostra quanto l'evidenza sia relativa: perchè, in effetti è solo un ragionamento, ma è fallace.

Infatti le evidenze scientifiche ci dicono altro:
questo studio di Cochrane del 2012 ha revisionato 16 ricerche che hanno coinvolto circa 200.000 persone, sulla efficacia delle visite di controllo di routine per persone in salute e generalmente non a rischio. I risultati sono stati: "I controlli generali sulla salute [nelle persone sane NDR] non riducono gli stati patologici o la mortalità, né in generale, né per cause cardiovascolari o per cancro, nonostante il numero di nuove diagnosi aumenti. 
Esiti nocivi importanti, come gli interventi di procedura in seguito alla diagnosi o gli effetti psicologici a breve termine, spesso non sono studiati o non sono segnalati, e molti di questi studi hanno difetti metodologici.  Visto il gran numero di partecipanti e il numero dei decessi, visti i lunghi periodi di analisi utilizzati, e considerando che la mortalità per cause cardiovascolari e cancro non è stata ridotta, è improbabile che le visite di controllo generali sulla salute diano un beneficio."

È quindi improbabile che fare prevenzione ad ampio raggio, come è generalmente consigliato, possa apportare benefici. O, perlomeno, non c'è evidenza scientifica che sostenga di consigliarlo.
Tuttavia questo studio ha indagato solo l'efficacia, ma non ha potuto indagare i possibili effetti avversi dei controlli periodici. Per questi ultimi ci sono numerosi altri studi che entrano nello specifico di ogni tipo di controllo.

Ci sono invece numerose ricerche che certificano l'insostenibilità del rapporto rischi/benefici come per gli screening mammografici e del perché oggi è ragionevole non farli.
Lo stesso discorso vale per i controlli di routine alla prostata (con il test PSA nessun beneficio ma 20% di falsi positivi), o per i controlli regolari a raggi X dei polmoni (nessun beneficio e forte rischio di sovradiagnosi, un po' meno per la TAC).

"Prevenire è meglio che curare" per le persone in salute è un falso mito e, anzi, comporta dei rischi.

 

Se il concetto di prevenzione nel paradigma sanitario attuale ha un senso, perchè è importante immunizzarsi dai microbi e perchè si può intervenire prima che un malanno ci colga di sorpresa, nel paradigma delle Leggi Biologiche questo senso non c'è.
Non è infatti logicamente possibile prevenire una DHS, cioè un evento inaspettato che prende in contropiede l'organismo: prevenire l'imprevisto è un ossimoro, un paradosso.

Nella vita l'unico modo per evitare l'imprevisto è non esistere.

In sostanza, comportarmi bene non mi metterà nelle condizioni di non "fare conflitti".

5 leggi biologiche sigma

Secondo le 5 Leggi Biologiche l' adenocarcinoma del colon sigmoide è la fase simpaticotonica (proliferazione cellulare della muscosa del colon, con qualità secretoria)  attivata dal Cervello che ha percepito (sentito biologico) una contrarietò indigesta, ripugnante, vile, insidiosa, che non riesce ad allontanare (evacuare). Quando questo bisogno impellente di “allontanare la porcheria” cessa, il Cervello attiva la fase vagotonica riducendo la proliferazione cellulare (per necrosi caseosa da TBC  con lievi emorragie).

adenocarcinoma intestino 5 leggi biologicheadenocarcinoma colon 5 leggi biologiche



5 leggi biologiche visita oncologica colonFabrizio a metà novembre 2016, compiuti 50 anni, accoglie l’invito allo Screening diagnostico proposto a tutti gli uomini che superano questa età. Al momento dell’esame non soffre di alcun disturbo.

Durante l’esame viene riscontrato un polipo sessile che viene asportato e inviato all’esame istologico dal quale risulta un adenocarcinoma del sigma.

Nella sua anamnesi remota Fabrizio non presenta alcun fattore di rischio ne condizioni ereditarie per questo tipo di carcinoma.

Gli Oncologi consigliano a Fabrizio un’urgente emicolectomia con sigmoidectomia, entro gennaio 2017, per contenere la potenziale diffusione delle cellule tumorali per via linfatica.

Fabrizio chiede se questa operazione chirurgica è risolutiva. La risposta degli Oncologi è no, perchè non si sà se, nel frattempo, la neoplasia si è divulgata tramite la circolazione sanguigna.

Quindi Fabrizio chiede quanto l’operazione chirurgica riduca le probabilità di metastasi. La risposta è il 5% perchè la metastasi avviene al 95% tramite la circolazione sanguigna.

Per Fabrizio il 5% non è sufficiente a motivare una “mutilazione” del genere... Invece per gli Oncologi anche il 5 % è molto pericoloso.

Fabrizio consultando le 5 Leggi Biologiche riceve, invece che ipotesi, spiegazioni scientifiche concrete, logiche e verificabili ....(spiegazione conflitto). Avendo verificato che i suoi sintomi si riferiscono alla fase vagotonica del suo Processo Biologico Sensato, decide di controllare l’andamento del suo fenomeno organico ( riduzione “adenocarcinoma”) nel tempo di un mese con Esami comparativi adeguati.

I primi di gennaio 2017 la TAC dell'addome risulta compoletamente negativa nella ricerca di neoplasia.

Se la neoplasia è veramente così aggressiva come sostengono gli Oncologi, trascorso un mese, doveva essere cresciuta e metastasizzata visto che ogni cellula sanguigna ( comprese quindi quelle “maligne”) ogni minuto fa il giro di tutto il corpo.

Gli Oncologi non sono d’accordo e non assistono Fabrizio nella sua decisione consapevole e legittima (Costituzione Italiana art.32; Codice di deontologia Medica Art 3. Doveri del Medico; Carta Europea dei Diritti del malato art.5 Diritto alla libera scelta) ma insistono per l’ asportazione chirurgica.

Solo un Oncologo esterno, consultato da Fabrizio per avere un altro parere, considera l'opzione di aspettare e valutare con esami comparativi a distanza.

 

5 leggi biologiche colonscp.controllo

 


5 leggi biologiche referto controllo

La Colonscopia di controllo del 10 febbraio 2017

e gli Esami del sangue del 6 giugno 2017

(marcatori tumorali: CA 19,9 vln <37; CEA <0,50 vln <5.0)  

confermano le Leggi Biologiche.

 

 

 

 

 

 

 

 

Quindi i sintomi ed i reperti clinici, ritenuti dalla Medicina convenzionale "maligni", rappresentavano la fase di riduzione della proliferazione cellulare della tonaca mucosa del colon sigmoideo, che ora è terminata e nessuna cellula è migrata ("metastasi") perchè eventuali altre proliferazioni in organi distanti dal colon non vengono trasmesse dal "brutto male" ma, casomai, sarebbero altri processi organici attivati dal Cervello per altre precise "percezioni ambientali".

Oggi Fabrizio gode di ottima salute e possiede ancora l'integrità del suo apparato digerente !

 

 

 

 

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